sabato 27 maggio 2017

Quando l'accessibilità è gratuita, si GRATUITA

E proprio non posso farci nulla, se non posso più parlare sui social, qui sono a casa mia.

E torno a metter bocca sulla accessibilità e sui costi di stenotipia e sottotitolazione. Tutti abbiamo un cellulare, giusto? Tutti sappiamo cosa è una app, giusto? Tutti conosciamo google, giusto? Tutti almeno una volta nella vita abbiamo cercato un video tutorial su youtube, giusto? Tutti abbiamo capito che scrivo perchè se conosco una cosa che può aiutare qualcun altro, ma la tengo per me e nella mia testa, non frutta a nessuno, se non a me, ma se la condivido allora riesco a fare la differenza.
Preambolo: perchè ci sono arrivata e cosa cercavo.
Auri, la mia prima figlia, sta preparando "la tesi di laurea" di terza media. Per un approfondimento, siamo state ad ascoltare una bellissima spiegazione di un docente universitario che ringrazio.
"Mamma, ma se ora avessimo tutto quello che ci ha raccontato xxx xxxx xxxx, adesso potrei....".
Ecco, mamma ha fatto quello che tanto tempo fa si faceva con un walkman e una audiocassetta, ha attivato registrazione vocale dal cellulare e..... ABBIAMO TUTTO... ma è da sbobinare e trascrivere.
eh no! non me lo chiedere! che lo faccio di notte?
eh, ma se ci fosse una app?
Ecco la app c'è.


Il mio penultimo post era proprio sulla dettatura di un testo utilizzando google document, accedendo  solo attraverso CHROME
I comandi predefiniti funzionanti sono il punto, la virgola, e nuova riga.
Ma questa app puo avere un utilizzo ben piu ampio: ebbene può trascrivere un testo da un file video o audio, preso anche dallo stesso youtube avvalendosi dell'utilizzo di un microfono virtuale.
La funzione di microfono virtuale è in grado di svolgerla un mixer virtuale. Su un blog specializzato ho trovato voicemeeter scaricabile gratuitamente qui.
Quindi, in basso, clicco su INSTALL-ESEGUI-APPORTA MODIFICHE AL COMPUTER E RIAVVIO.
Poi vado su PANNELLO DI CONTROLLO-HARDWARE E SUONI-AUDIO- CLICCO SU ICONA VOICEMEETER-VADO SU REGISTRAZIONE E CLICCO VOICEMEETER. 
Pronti. Avvio il programma. Il mixer si autoconfigura facendo partire un file da youtube.
Come trascrivo il testo di un video?
Prendo un video da pc o da youtube, apro la pagina di google document, (se sono da pc STRUMENTI-DIGITAZIONE VOCALE), avvio il video, avvio l'icona microfono da google document, come per magia google trascrive in maniera abbastanza corretta. 
Cos'altro posso fare?
Posso tradurre avviando la app di google traduttore e cliccando l'icona microfono, posso anche tradurre un video.
Su gentile consiglio aggiungo è possibile condividere le registrazioni audio su google drive.
Applicazioni?
Una persona sorda può ottenere l'intero testo di un video in forma scritta.
Uno studente può trovarsi appunti scritti dalla viva voce del docente, basta un cellulare, un tablet o un ipad sul tavolo.
Chi organizza convegni, seminari&co. può non rinunciare alla accessibilità totale a costo zero e magari dirigere le proprie forze economiche verso altro.
Ho scoperto l'acqua calda? Si ma almeno oggi l'ho detto, l'ho scritto, l'ho provato, l'ho spiegato.
Ricordatevi dopo di ritornare su pannello di controllo-hardware-suoni e audio- e rimettere le casse o come era prima, se lo lasciate così com'è non vi cambia nulla.
E se riesco io che ho una sorta di idiosincrasia verso tutto ciò che ha un circuito stampato (!!!! lo ammetto) ci riuscite proprio tutti.

Gaia sta meglio, è tornata a sentire, la botta si sta riassorbendo.




domenica 21 maggio 2017

Di pentole e coperchi

Un bel sabato mattina, piovoso quanto basta... Ciao amore buona scuola, poi squilla telefono, non faccio in tempo a rispondere e richiamo. Niente di grave, gaia ha preso una pallonata, è capitato, ma la traiettoria vuole che la palla sia arrivata proprio lì, dritta sull'antenna, tanto da romperla.
Gaia in lacrime e c'è qualcosa che non va: in corrispondenza del magnete interno un avvallamento pari a mezza mia falange, e niente, il primo pronto soccorso. Il pronto soccorso è abituato a gestire un trauma cranico non commotivo ma non una possibile dislocazione del magnete. Pur non conoscendo un impianto ringrazio l'immediata disponibilità del medico di turno che contatta telefonicamente il centro impianti. Si concorda una TAC urgente. Il quesito che si pone è si ma chi la legge?
La risposta più immediata è siamo nella stessa regione, non vi "vedete" informaticamente? Purtroppo no e decidono di cercare un otorino che possa contribuire alla lettura dell'esame, veniamo trasferiti e presi in carico da altra struttura più grande. E li capisco che per quanto g. Possa aver avuto una resa e un recupero fuori da ogni aspettativa, per una banale pallonata è sorda e non è in grado di gestire la situazione di tanti adulti che le fanno domande sulle sue condizioni di salute.
Senza impianto lei non c'è, non lo ha mai affrontato e non ha mai passato così tante ore nel silenzio.
E allora i castelli di carte delle due fazioni sulla sordita' crollano, con una pallonata... L'impianto restituisce vita e dignità, ma quando si rompe allora che si fa? Il labiale, si il labiale di estranei che stanno lavorando, scrivendo, visitando, eh no, il labiale non conta, non basta. Il buon senso e le buone indicazioni di comunicazione, eh ma neanche quelle non bastano.
In un attimo, un solo attimo la disabilità è lì, tutta interamente presente davanti a un bambino che non ha gli strumenti in quel momento per gestirla e la botta fa male ed anche tanto. E poi a casa fino a domattina, domattina c'è il suo medico.
E quindi che facciamo? Giochiamo? Si iniziamo ma non siamo in grado di comunicare come sempre. Guardiamo la TV? Eh ma non fa ridere, non diverte, non si sente proprio nulla... "Auri mi hai chiamato? Perché se mi chiami io non lo so... Ho tanti fischietti nella testa"... E i messaggi su wa che non può sentire e allora tutto scritto. E la musica, si metti le mani sulla tastiera, ma la musica quella bella, non c'è, il ritmo non è la musica! Intanto la testa è gonfia e boh, che ne sarà domani? Ci abbracciamo, sorridiamo, e tante coccole...
Ma alla fine la sordità è il gigante dai piedi d'argilla, basta una semplice banale pallonata. E noi siamo preparati? E noi sappiamo davvero affrontare il silenzio? E allora la disabilità qual è?

sabato 13 maggio 2017

Dettatura di un testo su un foglio di Google document

Spesso le persone affette da ipoacusia/sordità hanno bisogno di avvalersi di servizi di stenotipia o sottotitolazione nei convegni, nelle riunioni di lavoro, a scuola, momenti in cui è necessario l'ascolto e avere degli appunti.
Un metodo molto semplice, che necessita di poche correzioni e a portata di tutti è utilizzare un foglio di Google document.
Dopo aver aperto il proprio profilo Google è possibile anche scaricare app Google document per la consultazione e l'utilizzo offline sul proprio smartphone o tablet o iPad, a costo zero.
Breve video esplicativo

giovedì 13 aprile 2017

Il mestiere più difficile (che mai nessuno imparerà completamente)

"Mio figlio è bravo perché alla sua età sa fare... E se fate come me avrete figli come il mio".
Dipinte realtà dorate perché a parole si è bravi ad essere tutto, realtà o virtuale le parole, sbagliate, invece di incoraggiare demoliscono, producono il senso di colpa del " mio figlio non sarà mai... Perché io non so..."
Ho due figlie e mi rendo conto che davanti alla stessa situazione reagisco in due modi differenti. Il motivo è che ho due persone differenti con bisogni differenti, con attese differenti, modalità differenti e capacità differenti.
Perché una ha una disabilità è l'altra no? No, affatto. Se si parla di rigidità, forse sono più rigida proprio con chi ha più necessità.
Età differenti, esperienze differenti, ma cresciute dalle stesse persone.
Ebbene non posso pretendere da me e da loro che sia sempre tutto uguale.
Esempio tipo: mio figlio impiantato fa .... Perché io propongo e lui si sente speciale perché impiantato...
Un bambino deve sentirsi speciale perché è un bambino, punto. Deve sentirsi speciale perché un bambino amato e incoraggiato ad essere quello che è: diverso. Diverso dai fratelli, dai compagni da chiunque altro al mondo, diverso dai propri genitori perché è una persona distinta, fuori da ogni standardizzazione.
Ho imparato a chiedere scusa alle mie figlie quando sbaglio, perché sono si la loro mamma ma non sono infallibile nei giudizi. Gli adulti a volte sbagliano e si sbagliano, ma le regole servono per vivere in una società, e le cose funzionano quando le regole sociali vengono rispettate. Rispetto il codice della strada, rispetto gli orari scolastici, rispetto la puntualità, rispetto i miei obblighi.
I compiti rientrano nelle regole della vita scolastica e sono dovere dello studente.
Da dove si parte allora?
Forse la risposta più logica e più scontata è dall'esempio. Vado a lavorare perché è mio dovere e senza un lavoro noi non avremmo...
Devo stirare perché non possiamo uscire con abiti che dimostrano poco rispetto per noi stessi e per gli altri...
Devo lavare i piatti, altrimenti non posso gustare il mio piatto preferito...
Anche quando sono stanca, anche quando vorrei guardare la TV, anche quando ho un mal di testa impossibile.
Se un bambino non fa i compiti, ne rimettono poi anche i compagni perché il programma resta fermo per le sue mancanze e le sue lacune e i primi responsabili ne sono i genitori che non passano l'esempio del rispetto delle regole e del proprio dovere.
Ore 19.00 i compiti di entrambe le figlie sono finiti fino al rientro dalle vacanze pasquali. Lo hanno deciso e fatto in autonomia. Da domani si gioca, si esce e si sta insieme perché si è assolto al proprio dovere. E allora la mia soddisfazione sta nel vedere che hanno autonomia decisionale nelle loro responsabilità.
E se non lo fanno?
Chiarisco il motivo, ascolto le ragioni, ma le regole sono regole.
Probabilmente alla mia epoca c'era anche meno dialogo, una regola era una regola e non era discutibile.
Tornando alla disabilità, io cosa voglio? L'inclusione.
L'inclusione è saper stare con gli altri, saper stare con tutti nel rispetto delle regole. E se c'è questo allora la parola disabilità cessa di fare paura, cessa di fare diverso, cessa di fare strano e cessa anche di farci sentire diversi.

  • Non siamo bottiglie, non ci servono etichette.

lunedì 20 marzo 2017

Ecco chi con coraggio si fa sentire. Buona scuola?

E non posso che sentirmi pienamente rappresentata come genitore di una "stupenderrima" (cit. Ggg) bambina con grave disabilità sensoriale.
Desidero per lei il migliore futuro scolastico possibile e che abbia tutte le pari opportunità dei suoi coetanei. Lei non è la sua disabilità, lei è un individuo a cui spetta il diritto di potersi costruire un futuro!
http://m.orizzontescuola.it/riforma-sostegno-barin-dettata-solo-dal-risparmio-con-risorse-adeguate-ci-sarebbe-continuita-e-professionalita-docenti/

sabato 11 marzo 2017

Quei ma perché che fanno bene

Tentare di capire, informarsi e formarsi è quella chiave che può aiutare un genitore ad esternare dubbi e richieste. Moltissime volte le uniche cose che riuscivo a dire erano: c'è qualcosa che non va, non sono convinta.
Ho speso denaro in viaggi, giorni di ferie in convegni formativi, ho pagato anche solo per essere uditore per essere in grado di farmi capire.
Per quanto non abbia né la formazione nè a volte la capacità di comprendere, il dubbio, il tarlo, il ma perché non, è stato in grado di cambiarci la vita. Una domanda può suscitare riflessione, interesse e le soluzioni arrivano.
Perché sono ad un convegno? Perché voglio, devo, posso, spero aiutare mia figlia.
Unico enorme motore.
http://www.registroimer.it/index.phtml?
id=7
E Milano Le migliori tecniche riabilitative per il bambino sordo.

lunedì 27 febbraio 2017

Autonomia sociale

La barriera disabilità può dirsi abbattuta solo quando si raggiunge la piena autonomia sociale, cioè quando nonostante la disabilità, sono in grado di vivere pienamente e autonomamente ogni momento di una normale vita di relazione in qualunque ambiente mi trovi, gestendo in autonomia eventuali facilitatori o tecnologie assistive o meglio destinando la tecnologia ad uso comune ad uso alternativo che mi possa giovare in quel momento.
Posso dire di vedere l autonomia sociale di mia figlia che la domenica pomeriggio sceglie di ricaricarsi la Roger Pen in previsione della spiegazione di matematica del lunedì mattina, in autonomia sceglie come e quando usare uno strumento compensativo.
La stessa cosa me la propone per la gita di domenica prossima: mamma portiamo la penna perché voglio ascoltare la guida!
Ma senza??! E poi mi distraggo a giocare con i miei compagni e non sento la storia di Giulietta...
E quindi autonomia sociale è anche il volersi godere una storia che abbiamo anticipato questi giorni senza distrazioni.
Autonomia sociale è guardami mentre faccio le divisioni perché non voglio restare indietro, e questo è anche senso di responsabilità.
Ma estendendo a quanto scritto sopra: l uso alternativo di oggetti che hanno un'altra destinazione d'uso.
Ci stiamo preparando per la primavera e la piscina.
Nella nostra borsa ci sono oggetti che usiamo per l'impianto, per farle fare la doccia in autonomia e gestire i suoi dispositivi da sola e sono oggetti di cui noi abbiamo trovato un utilizzo alternativo a misura di bambino.
E ieri sera a luce spenta, senza poter sentire la mia risposta: ti voglio bene!
Tu cresci e sei fantastica!